lunedì 27 giugno 2011

Criminale! [Aggiornato]

Premessa numero uno: cercherò di parlare di politica italiana e internazionale il meno possibile, sebbene questa rappresenti uno dei grandi motivi per cui mi possa ritenere stufo. Ma c'è una cosa che mi preme dire e, considerando questo spazio come una valvola di sfogo, ho deciso di scriverla.

Premessa numero due: non limitatevi a leggere la notizia considerando i protagonisti, mi è comodo scrivere utilizzando fatti di cronaca recenti. La mia considerazione non si ferma ai protagonisti ma è globale.

La Corte penale internazionale dell'Aja ha spiccato mandati d'arresto per il leader libico Muammar Gheddafi, il figlio Saif al-Islam e il capo dei servizi segreti, Abdullah al-Senussi, con l'accusa di crimini contro l'umanità.



Non voglio sindacare sul giudizio di ciascuno riguardo Gheddafi. Innocente, farabutto, leader, criminale...ognuno la pensi come crede.
Ma io mi chiedo: il tribunale dell'Aja ha giudicato Gheddafi un criminale nei confronti dell'umanità. Ok, mi può anche stare bene.
Ma quale tribunale giudicherà l'intervento militare compiuto nei suoi confronti?
Ho sempre sostenuto che fosse sbagliato agire in quel modo sia verso di lui che verso altra gente considerata come lui, l'intervento militare deciso a tavolino da chi vive in tutt'altra condizione non è ammissibile. Provocare centinaia o migliaia di morti tra persone innocenti solo per colpire qualcuno dichiarando poi di voler salvare un popolo, non è ammissibile.

In Jugoslavia c'era più o meno la stessa situazione che c'era in Libia. Ma visto che non c'erano interessi economici reali, l'ONU ha impiegato 15 anni per intervenire.

Alla luce, soprattutto, dei rapporti amichevoli e degli interessi economici basati sul petrolio che fino a qualche anno fa legavano Italia-Libia, Spagna-Libia, USA-Libia, chi giudicherà e soprattutto come verranno giudicate la Spagna, la Francia, l'Italia e le altre nazioni che hanno partecipato all'operazione e che poi, repentinamente, hanno cambiato atteggiamento?

Nessun commento:

Posta un commento