giovedì 1 settembre 2011

Tante parole per nulla. Comprese queste.

Parole sprecate. Tempo sprecato. Energie, risorse, idee, pensieri, ideali sprecati. Ultimamente mi capita, nel tempo libero, di navigare tra i vari blog del panorama italiano perchè non ho voglia di concentrarmi nella traduzioni e, ovunque capiti, leggo di gente che reclama per qualcosa.

Ci sono migliaia e migliaia di blog in cui gli autori si dichiarano stufi.
Stufi di come stiano andando le cose in Italia, stufi del governo, stufi di questo e di quello. Essere stufi, come d'altra parte sottolinea anche questo blog, è uno degli elementi su cui si potrebbe basare l'unità d'Italia tanto retoricamente acclamata.

Le nuove leggi varate dal governo non stanno bene a nessuno, nemmeno ai calciatori che, malgrado gli stipendi, hanno anche il coraggio di alzare la voce. Le leggi in vigore non vanno bene a nessuno. La situazione attuale non va bene a nessuno e sta lentamente dilaniando il paese, riducendolo sul lastrico.
Tutti protestano, nei blog, nei forum, al bar, dal panettiere, all'autogrill, ovunque. Eppure nessuno fa niente. Nessuno, io compreso.

Secondo il mio parere la voglia di ribellarsi ci sarebbe anche ma chi vorrebbe farlo non lo fa perchè non è sicuro di trovare l'appoggio di altri. E ognuno la pensa allo stesso modo e restiamo così, passivi, lasciando che tutto ci travolga con la sola speranza che la valanga ci faccia meno male di quanto potrebbe.

I sindacati e sindacalisti alzano la voce in favore degli operai e fanno di tutto per mettere i bastoni tra le ruote agli imprenditori con l'intenzione di tutelare una classe importante, senza rendersi conto che se i primi frenano, i secondi si fermano. Ma la scusa di scendere in piazza per gridare uno slogan o alzare un cartello è utile per perdere un giorno di lavoro con la vana speranza che si possa cambiare il mondo. E la sera, quando mettono le gambe sotto al tavolo, si ricordano appena delle battaglie da combattere per dimenticarsele quando ottengono scopi personali facendoli passare per comunitari.

Lo sciopero di una categoria, di un gruppo di persone limitato serve a niente. Dovremmo scioperare tutti, ma non dal lavoro. Dovremmo scioperare dall'essere italiani. Non votando più perchè, per quanto uno possa ancora sperare nella politica, si sarà accorto che un partito o l'altro hanno come obiettivo quello di arricchire i componenti. Non pagando più, come fanno anche i politici. Se loro evadono il fisco, loro che ci rappresentano, perchè non potremmo farlo anche noi?

Ma per cambiare le cose o tentare di farlo, non basto io e tu che leggi. Servono tutti. Tutti, indistintamente. Sessanta milioni di voci in coro, hai idea di quanto rumore possano fare? Se cinquantamila persone in uno stadio riescono a far oscillare la struttura di due centimetri, immagina cosa possano fare sessanta milioni di persone, insieme, unite.

Arriverà il giorno in cui saremo tanto forti? Ritornerà il giorno in cui un ideale comune possa avere più forza delle idee di pochi?

Tante parole per nulla. Comprese queste.

1 commento:

  1. Io sono stufo come te e ho creato questa idea:

    http://www.premonitionbook.com/it/2011/11/05/non-voglio-piu-essere-italiano/

    Se metti l'immagine sul tuo sito e ce lo segnali entri nel gruppo e ci dai una mano!

    Dai, avanti, forza e coraggio è ora di creare luce, tanta luce.

    Spargi la voce, facciamo qualcosa! :)

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