martedì 22 novembre 2011

La privacy, per cortesia!

Ho ascoltato con sdegno e ribrezzo la notizia del telegiornale secondo cui i nostri cari parlamentari, chiamati "onorevoli", avrebbero chiesto a gran voce il rispetto della privacy mentre siedono tra i banchi del parlamento.
In pratica, i gentili onorevoli chiedono che vengano vietati in aula i teleobiettivi, colpevoli di cogliere troppe sfumature dei loro abituali comportamenti. Da destra a sinistra sarebbero tutti, per una volta, d'accordo nell'imporre tale veto. Qualcuno invece ha timidamente invitato i colleghi ad essere più attenti, che non significa essere più responsabili, evitando di farsi cogliere in fallo. Il timore dei nostri onorevoli è quello di essere oggetto di scatti fotografici mentre dormono, mentre giocano al solitario sui loro tablet, mentre navigano su internet, mentre si truccano, mentre sistemano gli abiti o mentre chiacchierano amabilmente su argomenti che non hanno nulla a che vedere col luogo in cui si trovano.





Questi signori dovrebbero decidere le sorti del nostro paese, le sorti di chi li ha votati ma pretendono di non essere spiati mentre lo fanno. Sognano un destino migliore per l'Italia e vogliono procedere senza occhi indiscreti. Perchè, lo sappiamo, alla vergogna loro non sanno mai porre un limite.

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